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Metrocubo Blindato

Metrocubo Blindato
DISCOGRAPHY

Year Title Format
2009 Riconosci il Suono Cd


Bio

Un percorso indubbiamente accidentato ma tutto sommato comune: la lotta per affermare con consapevolezza la propria visione della società e della musica parte dal fertile sottobosco della scena underground romana ed arriva ad imporsi con forza e tagliente ironia presso un pubblico sempre più vasto. Il sound incredibilmente energico e vigoroso dei Metrocubo Blindato, è maturo e assolutamente riconoscibile, tanto da consacrarli come una delle più promettenti band emergenti dell’hip-hop italiano formata da Amaro, Brass e Il Grosso, tre giovani mc romani che si sono ritagliati giorno dopo giorno uno spazio sempre più consistente nel mondo hip-hop capitolino.

Dopo i due album “Ce stai in fissa” (del 2007) e “Scala Mercalli” (del 2008) e innumerevoli concerti live, giunge finalmente la meritata consacrazione con la vittoria del contest Pesi Massimi, svoltosi nella prestigiosa cornice del Piper Club di Roma, e soprattutto con l’ambito traguardo di un contratto discografico, quello firmato con l’etichetta indipendente Antibemusic. L’occasione da lungo attesa è la pubblicazione del terzo disco “Riconosci il suono”, che vede la direzione artistica del produttore Squarta e la partecipazione in qualità di ospite d’eccezione di Primo, entrambi membri dei Cor Veleno, band di primissimo livello dell’hip-hop all’italiana. Inciso negli studi capitolini Rugbeats, l’album declina in dodici brani perfettamente coesi ed amalgamati tutto il mondo sonoro dei Metrocubo che, se da un lato si fonda chiaramente sulle radici americane del rap-hip hop, dall’altro le coniuga con gli influssi del gusto melodico naturalmente connaturato nel genoma italico, collocandoli pertanto sullo stesso percorso dei loro mentori Cor Veleno e di altri gruppi come Club Dogo, Colle Der Fomento e Flaminio Maphia.

Dal punto di vista tematico non ce n’è veramente per nessuno, i Metrocubo Blindato non concedono sconti a nessuno e al contrario riservano bordate feroci con liriche aggressive ed impetuose: dai colleghi musicisti privi di ispirazione e personalità, capaci solo di aderire alle logiche del mercato discografico pur di avere successo, ma privi di reale sostanza (“Pesi massimi”) all’ipocrisia che alberga sovrana nella società e che impone sacrificio e incredibile forza di volontà per cercare di sopravvivere e realizzare i propri sogni (“Soli sul fondo”), sino all’ evidente ostilità verso tutto l’apparato di gruppi, critici, produttori e talent scout che non badano alla reale originalità, consistenza e solidità artistica di una proposta musicale ma solo al proprio squallido tornaconto, molto meglio a questo punto la musica sudata e vissuta autenticamente nelle cantine come si faceva una volta (“Riconosci il suono”, “Eddai”). Il tutto viene veicolato attraverso un linguaggio forte, estremamente viscerale e a tratti anche piuttosto violento, scelta che chiaramente rende l’album consigliabile ad un pubblico adulto, una scelta che però era probabilmente irrinunciabile per trasmettere il messaggio dei Metrocubo in maniera diretta, potente e densa di significato. Vi è però anche spazio per il sentimento d’amore e per le delusioni di storie inevitabilmente tramontate che lasciano lividi sulla pelle (“E’ tutto qui”, “Non puoi convincermi”); in questo frangente il ritmo rallenta e nei testi si insinua un sorprendente barlume di dolcezza e romanticismo, presentandoci un’altra sfaccettatura di un’ispirazione musicale che scopriamo piacevolmente variegata, intensa e genuina. Colpisce decisamente nel segno anche la solarità estiva, irriverente e pronta a far scatenare sui dancefloor, che ci travolge con il ritmo irresistibile di “Tequila boom boom”, una botta adrenalinica perfetta per avviarsi verso la conclusione dell’album.

Un gruppo maturo sia dal punto di vista della scrittura che dell’interpretazione dei propri brani, restando fedeli al suono e soprattutto alle idee di cui la loro musica è lucida, vibrante e schietta testimonianza.


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